Nonostante la conoscenza e la pratica dello Yoga abbiano raggiunto oggi una notevolissima diffusione nei paesi occidentali, tuttavia dobbiamo notare che, riguardo questa antichissima disciplina indiana, sussistono ancora molti preconcetti che nella maggior parte dei casi sviano dalla sua autentica e reale comprensione.

Io, come insegnante di Yoga, da lungo tempo devo rispondere a domande, o replicare ad affermazioni, del seguente tono:

“Io ho un fisico troppo rigido. Posso praticare lo Yoga?”;

“Io non riesco a fermare la mente e non riuscirei a meditare”;

“Io non riesco proprio a stare immobile per tanti minuti”;

“Io mi tengo la mia religione, grazie”.

La constatazione di questa diffusa incomprensione della reale natura dello Yoga mi ha portato a focalizzare molto spesso il mio metodo didattico sulla comunicazione dell’essenza di questa straordinaria disciplina, presentando con la massima semplicità il multiforme insieme di tecniche, pratiche e attività che costituiscono quello che amo definire “L’Universo Yoga”.

Non mi stancherò mai di dire che lo Yoga è una disciplina accessibile a tutti, adatta a qualsiasi età e indicata per qualsiasi costituzione fisica.

Altrettanto, sottolineerò sempre che lo Yoga non è una pratica che lavora unicamente a livello fisico, ma è una disciplina che coinvolge appieno anche la Mente e lo Spirito, riportando ad Unità questi nostri aspetti che solitamente riteniamo separati.

Lo Yoga, infatti, muovendo dalla consapevolezza del proprio Corpo, permette di conoscere le nostre potenzialità e ci conduce a ricontattare la nostra parte più interiore, esplorando la profonda connessione esistente tra Corpo, Mente e Spirito.

Per quanti poi temono una “deriva religiosa”, ripeto spessissimo che lo Yoga non è una religione e che i suoi praticanti non costituiscono una setta. Lo Yoga, semmai, apre spazi alla nostra personale Spiritualità, ma non propone né impone alcuna visione spirituale propria.

L’antichità di questa disciplina ha fatto sì che nel corso del tempo, sia nel lontano passato che nei decenni più recenti, dalla radice madre dello Yoga siano scaturiti diversi stili di pratica, i quali hanno dato origine a differenti “Scuole”, che si sono evolute a loro volta in seguito alla diffusione della disciplina dall’antica India fino ai moderni contesti occidentali.

Per dare la possibilità di avere un minimo quadro dell’articolato “Universo dello Yoga”, vorrei descrivere brevemente alcuni dei più diffusi stili di Yoga che possono offrire spunti di consonanza al sentire di quanti si avvicinano per la prima volta a questa straordinaria disciplina.

 

Hatha Yoga

Per Hatha Yoga s’intende lo stile basilare dello Yoga, che non segue particolari Scuole, ma si rifà semplicemente alla Tradizione millenaria di questa disciplina.

È uno stile che si focalizza quasi totalmente sulla pratica fisica delle posizioni (Asana) e sulle tecniche di respirazione (Pranayama).

In questo tipo di Yoga si praticano le Asana (in sanscrito “posizioni”) con lo scopo di riuscire a raggiungere e superare con dolcezza i propri limiti fisici, senza dimenticare tuttavia di sostenere ogni posizione ricercando nel contempo il massimo comfort corporeo.

L’Hatha Yoga, così come altri stili, dona forza e flessibilità alla muscolatura, toglie rigidità alla colonna vertebrale e mantiene le articolazioni elastiche.

In generale, il praticante ne ricava una maggiore Consapevolezza del proprio Corpo ed anche la sua Mente ne trae innumerevoli benefici.

 

Raja Yoga

Raja Yoga in sanscrito significa letteralmente “Yoga Regale”. È lo stile che maggiormente si rifà agli insegnamenti raccolti negli Yoga Sutra di Patanjali.

Patanjali viene considerato il “padre” dello Yoga, perché è colui che ha dato inizio alla codificazione delle pratiche yogiche mediante la redazione degli Yoga Sutra, il testo fondante e fondamentale dello Yoga, che ha permesso a questa disciplina di essere tramandata attraverso i secoli.

Siccome nei testi degli Yoga Sutra non si parla quasi mai di pratica fisica, nel Raja Yoga vengono attuati soprattutto esercizi di Meditazione, che vengono considerati il mezzo più prezioso per arrivare a un contatto trascendente col Divino.

Pertanto il Raja Yoga è chiamato anche “Yoga della Mente”.

 

Yoga Integrale

Secondo Sri Aurobindo, l’inclinazione naturale dell’Uomo consiste nel realizzare la comunione con la Shakti (che in sanscrito significa “potenza, forza”) attraverso una trasformazione della propria Coscienza, conseguita con la pratica del suo Yoga Integrale, il quale, a differenza dello Yoga tradizionale, cerca di integrare il Divino nella quotidianità e nella vita materiale.

Come dice il nome, lo Yoga Integrale ha la caratteristica di utilizzare e modulare tra loro diverse tecniche e pratiche yogiche, derivanti da altri stili, per venire incontro e rispondere meglio alle diverse persone che si avvicinano a questo stile di pratica.

Per citare Sri Aurobindo, lo Yoga Integrale si basa sull’Armonizzazione di diverse ramificazioni dottrinarie dello Yoga, che in precedenza erano disarticolate:

Hatha Yoga – lo Yoga fisico;

Raja Yoga – lo Yoga della Mente;

Karma Yoga – lo Yoga dell’Azione disinteressata;

Bhakti Yoga – lo Yoga della Devozione;

Jnana Yoga – lo Yoga della Conoscenza;

Tantra – la disciplina utile per entrare in rapporto con Shakti, la Madre.

Praticando lo Yoga Integrale si acquisisce equilibrio e armonia in tutte le attività quotidiane, si ottiene serenità, distensione e rilassamento, e la persona viene risvegliata sul piano energetico.

Nello Yoga Integrale la flessibilità del Corpo si unisce all’elasticità della Mente.

 

Ashtanga (Vinyasa) Yoga

L’ Ashtanga Yoga è basato sugli antichi insegnamenti tradizionali dello Yoga ed è stato elaborato dal conosciutissimo Pattabhi Jois, che lo ha trasmesso e diffuso nel mondo occidentale.

E’ uno stile di Yoga nel quale vengono eseguite specifiche sequenze di posizioni (Asana) secondo il principio del Vinyasa, nel quale ogni singolo movimento è accompagnato da un atto respiratorio.

Questo stile è basato su una pratica in cui si eseguono sempre le stesse posizioni nello stesso identico ordine, anche senza la direzione del maestro. Tra una posizione e l’altra è presente un breve passaggio dinamico chiamato Vinyasa.

Esistono 6 serie diverse di sequenze di Asana e via via che si progredisce nella pratica, gli esercizi diventano sempre più difficili e impegnativi. Ogni serie è praticata per lungo tempo fino a che non si raggiunge la sua perfezione formale. Conseguita questa, si può passare alla sequenza più complessa.

Il movimento continuo tra le Asana e l’uso associato ad esse del Mula Bhanda (la contrazione del perineo) e dell’Uddiyana Bhanda (la contrazione dell’addome), sviluppano un grande calore che induce un’intensa sudorazione corporea.

 

Iyengar Yoga

L’Iyengar Yoga è stato sviluppato e reso popolare da B.K.S. Iyengar, uno dei più famosi maestri contemporanei di Yoga.

Il suo stile è particolarmente rigoroso riguardo l’attento allineamento del corpo durante l’esecuzione di ogni singola posizione (Asana).

Inoltre, per massimizzare i benefici delle Asana, in questo stile si usano numerosi attrezzi come mattoncini, cinture, cuscini, corde, piccole panche, sedie, coperte e supporti sul muro.

Lo Iyengar Yoga è uno stile di Yoga non molto dinamico, a differenza ad esempio dell’Ashtanga. Ciò nonostante esso risulta parecchio impegnativo sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale, in quanto le diverse Asana vengono mantenute per lungi momenti in staticità.

L’utilizzo dei supporti come mattoncini, cinghie e altro, rende questo tipo di pratica particolarmente adatta per tutte quelle persone che hanno subìto infortuni o che hanno qualche problema fisico, mettendole così nella condizione di ricevere ugualmente i molteplici benefici derivanti dalla pratica dello Yoga.

 

Kundalini Yoga

Il Kundalini Yoga praticato in Occidente è una versione moderna dell’antico Kundalini Yoga indiano di tradizione tantrica. Esso è stato codificato da Yogi Bhajan, il quale ha diffuso nel mondo questo stile di Yoga con l’intento di aiutare tutti i Ricercatori Spirituali a trovare la Via.

Questo tipo di Yoga comprende sequenze di Asana (dette Kriya), tecniche di respirazione dinamica, canto e recita dei Mantra, uso dei Mudra (simboli creati con le mani), pratiche di Meditazione.

Mediante queste tecniche i praticanti risvegliano la propria Energia interiore (chiamata Kundalini) che è collocata alla base della spina dorsale, la elevano e la portano a risalire attraverso i sette Chakra, connettendola col Divino.

Il Kundalini Yoga pone molta attenzione al potenziamento dell’Energia, con sequenze di posizioni e tecniche di respirazione focalizzate sui diversi Chakra, i sette punti energetici collocati lungo la colonna vertebrale fino alla sommità del capo.

Questo tipo di Yoga è rivolto a tutte quelle persone che vogliono raggiungere una condizione di maggiore Consapevolezza, di Coscienza e di Forza Spirituale, sviluppando un lucido equilibrio emozionale e una profonda serenità interiore.

 

Sivananda Yoga

Questo tipo di Yoga si basa sui precetti filosofico-spirituali elaborati in India da Swami Sivananda, il quale ai propri discepoli insegnava ad “alzare il caduto, guidare il cieco, dividere con gli altri quanto si possiede, portare sollievo all’afflitto, rallegrare il sofferente, amare il prossimo”, per poter vivere l’esistenza in Amore fraterno e in Unità spirituale.

Le basi di tutta la riflessione di Swami Sivananda sono espresse nel motto: “Servi, ama, dona, purifica, medita e realizza”.

Per questi scopi, Swami Sivananda ha ideato un percorso di pratiche yoga, che coinvolge ogni livello dell’esperienza umana: l’Intelletto, il Cuore, il Corpo e la Mente.

Lo Sivananda Yoga si basa su cinque principi fondamentali:

un esercizio fisico appropriato (Asana),

una respirazione appropriata (Pranayama),

un rilassamento appropriato (Savasana),

una dieta appropriata (vegetariana);

un pensiero positivo (Vedanta) che scaturisce dalla meditazione (Dhyana).

È un tipo di Yoga non troppo impegnativo dal punto di vista fisico e molto rilassante.

 

Anusara Yoga

La parola Anusara in sanscrito significa “fluire con grazia”. Il termine è anche interpretato come “ascoltare il cuore”, “seguire il flusso”, “camminare con la beatitudine”.

È uno stile moderno di Hatha Yoga, ideato dallo yogi americano John Friend nel 1997. Lo stile Anusara propone un approccio spirituale allo Yoga, nel quale lo Spirito umano si fonde con la scienza esatta della Biomeccanica.

L’Anusara Yoga scaturisce dall’idea che in tutti noi esiste una Sacralità che permea Corpo, Mente e Spirito, e utilizza le Asana dello Yoga per aiutare i praticanti ad aprire il proprio Cuore e a sperimentare in sé stessi la Grazia divina.

Le pratiche di Anusara Yoga sono molto stimolanti sia per il Corpo che per la Mente. Questo stile yogico è abbastanza dinamico, ma nello stesso tempo pone molta attenzione all’allineamento delle posizioni.

L’Anusara Yoga si fonda su tre principi basilari, le cosiddette “tre A”, ovverosia l’Allineamento, l’Attitudine e l’Azione.  Questi sono i tre aspetti più importanti di questo stile:

Allineamento: ogni Asana è eseguita con consapevolezza e attenzione per tutte le parti del corpo, che risultano pertanto integrate con l’Energia Interiore e manifestano un’apertura alla Grazia;

Attitudine: ogni posizione è eseguita come espressione del Cuore, nella quale la stabilità muscolare è bilanciata da una Pace interiore;

Azione: il praticante manifesta l’aspirazione al risveglio della propria vera Natura e il proposito di portare questa esperienza nella vita quotidiana.

 

Ananda Yoga

Questo stile di Yoga nasce dagli insegnamenti di Guru Paramhansa Yogananda (autore del famoso testo Autobiografia di uno Yogi) e grazie all’operato del suo allievo Swami Kriyananda, che lo ha ideato e ne ha diffuso la pratica nel mondo.

L’Ananda Yoga utilizza in modo dolce le tecniche dell’Hatha Yoga per stimolare la Consapevolezza personale e agevolare l’Unione di Corpo, Mente e Anima con lo scopo di innalzare l’Energia interiore, equilibrare i Chakra (i sette punti energetici principali) e preparare il corpo per la Meditazione.

Una caratteristica unica dell’Ananda Yoga è l’uso di affermazioni silenziose, durante le posizioni, le quali aiutano il praticante a migliorare i benefici di ogni Asana e a sintonizzarsi in modo consapevole con le energie sottili.

 

Bikram Yoga

Questo stile di Yoga nacque circa 30 anni fa per iniziativa dello yogi indiano Bikram Choudhury, il quale ideò un tipo particolare di pratica, che viene svolta in sale riscaldate.

Lo scopo dell’ambiente riscaldato è quello di ricreare il clima dell’India, luogo d’origine dello Yoga, che secondo Bikram costituisce la temperatura perfetta per una pratica efficace.

La temperatura ideale per la pratica si aggira intorno ai 38°C (per questo il Bikram Yoga è anche chiamato Hot Yoga). Mediante questo tipo di Yoga viene molto stimolata la sudorazione corporea: al praticante è pertanto richiesto di svolgere la lezione in costume da bagno su un tappetino antiscivolo con un asciugamano accanto.

Le lezioni si svolgono praticando una sequenza di 26 posizioni (Asana), che vengono ripetute in successione sempre uguale.

Lo scopo principale di questo stile di Yoga è espellere con la sudorazione del corpo tutte le tossine accumulate in esso. Inoltre, grazie alle alte temperature, i muscoli, le articolazioni e i legamenti si allentano e si sciolgono, donando al corpo una maggiore flessibilità.

Accanto al Bikram Yoga esiste anche lo Hot yoga. Questo tipo di Yoga è simile al Bikram Yoga, ma in esso non si esegue la sequenza originale di 26 posizioni. Fatta eccezione per la sequenza, questi due stili sono sostanzialmente uguali.

 

Vinyasa Flow Yoga

Vinyasa è una parola sanscrita che indica la transizione dinamica tra due differenti posizioni (Asana) e può essere tradotta con “presenza nel cambiamento”. Unita al termine inglese Flow, che significa “flusso”, essa designa un particolare stile di Yoga, originariamente ideato dal maestro indiano T. Krishnamacharya e caratterizzato da una pratica svolta mediante un continuo trapasso, molto fluido e dinamico, tra le diverse posizioni.

Questa modalità di esecuzione rende particolarmente intenso questo tipo di Yoga. Infatti, il praticante passa da un Asana all’altra con continuità e con solo rarissime pause, in modo assai diverso rispetto altri stili nei quali spesso ci si sofferma per perfezionare gli allineamenti delle varie posizioni.

Caratteristica di questo stile è il porre l’accento e l’attenzione sul passaggio fluido tra una posizione e l’altra, connesse tra loro come in una sorta di danza.

Per l’intensità della pratica questo tipo di Yoga è molto simile all’Ashtanga Yoga, ma nel Vinyasa Flow le lezioni non sono mai uguali tra loro, mentre nell’Ashtanga la pratica è caratterizzata dalla ripetizione di sequenze prestabilite.

Questo tipo di Yoga è indicato per i fisici più atletici e dinamici.

 

Power Yoga

Questo stile di Yoga è nato in Occidente negli anni Novanta del secolo scorso. L’ufficializzazione si ebbe nel 1995, quando la yogini Beryl Bender Birch pubblicò un primo libro riguardo questo nuovo stile di Yoga, che ebbe un grande successo negli Stati Uniti e diede avvio alla diffusione di questo nuovo stile di pratica.

L’intenzione di Beryl Bender Birch era quello di dare un maggiore stimolo alle pratiche dell’Ashtanga Yoga, usando diverse serie di posizioni particolarmente impegnative, eseguite con la tecnica fluida del Vinyasa e create appositamente per generare calore ed energia.

In un’intervista Beryl Bender disse: “La maggior parte delle persone non frequentano la pratica chiamata Ashtanga Yoga, perché non hanno idea di che cosa significhi. Power Yoga, invece, è un nome molto più familiare per la gente occidentale e così è molto più facile che la frequentino, in quanto presuppone un buon allenamento fisico”.

In pochi anni il Power Yoga si è diffuso rapidamente e dall’America ha raggiunto tutto il mondo. Questo stile è caratterizzato da un allenamento fisico molto rigoroso e vigoroso, che sviluppa sia forza che flessibilità.

 

Yoga della Risata

Questa pratica, nata in India trenta anni fa, è una vera e propria forma di Yoga, che si basa su un concetto molto semplice, il potere benefico della risata. Sappiamo tutti, infatti, che ridere fa bene alla salute, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Grazie allo Yoga della Risata si imparano delle tecniche specifiche per indurre e suscitare la risata spontanea, in modo tale da ottenere innumerevoli benefici sia nel Corpo e che nella Mente.

È uno stile assai particolare di Yoga creato dal medico indiano Madan Kataria, il quale decise di chiamarlo in questo modo perché durante la pratica vengono utilizzati degli esercizi molto simili al Pranayama (le tecniche yogiche di respirazione) che hanno un effetto incredibile sul praticante.

Questo stile di Yoga viene praticato in gruppo e inizialmente si usano delle tecniche per stimolare la risata autoindotta. Nel breve giro di pochi momenti, la risata indotta diventa incredibilmente contagiosa e si trasforma in risata spontanea, arrecando tutti i suoi benefici effetti al praticante.